Gli Illuminati di Baviera

Capire bene cosa si stato, il movimento degli Illuminati di Baviera, è un’impresa.
Sicuramente non facile.
Anzitutto occorre osservare che non è possibile decontestualizzare tutta la complessità del movimento illuminista dal periodo in cui si sono svolti i fatti cioè l’ultimo quarto del XVIII Secolo.
In quel periodo, appena pochi anni prima della Rivoluzione Francese, c’erano in atto tutto un fermento di fortissima protesta e scontento riguardo al sistema sociale in atto.
Lo strapotere della Chiesa (…. Ancora erano vivi i ricordi dei roghi e delle scomuniche “politiche”) unitamente alla sostanziale autorità assoluta esercitata dalle varie Corone Europee. Rendevano insopportabile, a delle menti evolute, al di fuori dei vari condizionamenti esercitati e provenienti sia da parte “guelfa” che “ghibellina”, il mantenimento di uno status quo che si protraeva da sempre.
Per una larghissima parte degli intellettuali europei, occorreva modificare tutto l’ordine sociale, il che voleva dire, in sostanza di garantire a tutti una dignità che derivasse dal fatto che si appartenesse al genere umano, e di abolire i privilegi ottenuti “per grazia divina” e consentire quindi, a tutti, di avere almeno l’opportunità di uscire dalla condizione…. Spesso misera – dettata dalla condizione propria di nascita e quindi di poter, in qualche modo migliorare.
Questi concetti – che oggi ci appaiono banali per la loro generale condivisione – all’epoca erano dei pensieri altamente sovversivi, pensieri che hanno rappresentato i prodromi di una serie di rivolgimenti, trasformazioni e rivoluzioni.
I valori tirannici su cui si poggiava il tutto banalmente assurdi – almeno di una chiave di lettura odierna -, venivano difesi da parte della classe “dominante” in modo totale e spesso anche feroce.
Con l’attuazione di puntuali azioni repressive, contro chiunque osasse metterli in discussione.
Ecco: questo è, a grandi linee, Il contesto in cui si è sviluppato il movimento degli illuminati.
Andando ad esaminare gli scritti, gli atti e le idee propugnate da questi innovatori del pensiero, si troverà tutta una serie di concetti, per molti altamente condivisibili, accompagnati spesso, però da modalità di attuazione ispirate ad una violenza di base, da rammentare, a tale proposito che le movimenti a noi noti, tipo la Carboneria, la Rivoluzione Francese, la Rivoluzione Americana, i movimenti di liberazione Americani (José Marti, Simon Bolivar, Garibaldi, Pancho Villa , ecc.….)
Per avere un cambiamento totale nel modo di affrontare i problemi essenziali (quali l’emancipazione delle masse e il diritto all’autodeterminazione) si è dovuto attendere l’avvento del Mahatma Gandhi, circa un secolo e mezzo dopo gli avvenimenti di cui parleremo.

COME NASCE IL MOVIMENTO
Il 1° maggio 1776 un ventottenne professore di giurisprudenza dell’Università dei Gesuiti di Ingolstadt in Baviera, Adan Weibhaupt, radunava attorno a se i primi aderenti di un nuovo ordine.
Gli illuminati Germaniaes od Ordo Illuminatorum. Gli aderenti all’ordine, al momento dell’ingresso nello stesso prendevano uno pseudonimo, o meglio un nome iniziatico.
Per se Adan Weibhaupt scelse il nome dell’antico ribelle trace Spartacus, mentre ai suoi quattro discepoli adattava i nomi classici di Aiax (al secolo Massenhausen), tiberius (Merz), Agathon (Baubof) e Sutor (nome originale ignoto).
Negli anni successivi l’ordine si sviluppò secondo il criterio dei cerchi concentrici, spesso occupati da personaggi di chiara fama del mondo politico e culturale del tempo, quali Goethe (Albaris) Mozart, Herder (Damaus Pontifex) o il principe Ferdinando di Brunswick (Aaron) Gran Maestro della Stretta Osservanza Templare.
Protagonisti di prima grandezza dell’Ordine furono Saverio Zwack, il cui nome di battaglia era quello di Filippo Strozzi, successivamente mutato in Catone, ma soprattutto il Barone Adolf Franz Friedrich Ludwig Freiher Von Knigge, Alias Philon, già allora famoso in ambito massonico, il cui apporto all’organizzazione fu decisivo.
Il nome prescelto “illuminati” era di uso comune presso gli gnostici dei primi secoli e venne precedentemente adottato da una setta germanica praticante, verso il 1400, il satanismo.
Secondo lo storico francese Jean Lombard invece, il nome era di origine manichea, setta gnostica che si proclamava illuminata dal cielo. Per rifarsi direttamente a questa tradizione, i nuovi “illuminati” adottarono l’era persiana il cui inizio era fissato al 630 d.C., stabilendo quindi l’anno 1146 come data di fondazione dell’Ordine.
Simbolo dell’ordine fu la piramide di pietra tronca suddivisa in tredici piani e sovrastata dall’occhio onniveggente dei culti esoterici egizi, alla sua base, incisa in lettere romane, la data di fondazione. Il simbolo venne successivamente fatto proprio dalla massoneria dopo la “messa in sonno” dell’Ordine nel 1786 e riapparve nel 1919 come emblema del British Israel, poderosa organizzazione che riprende gli intenti e i fini sinarchici degli illuminati
Altro aspetto interessante simbolico ado0ttato dagli USA è il simbolo del dollaro, risultato della composizione di un bastone e di un serpente che si avvolge su di esso: il significato del primo è di comando e signoria, mentre il serpente ascendente evolutivo sta a significare il progresso conseguito attraverso la potenza del denaro – progresso inteso nell’eccezione di cammino verso il Governo Mondiale. Per l’importanza di tale simbolo basti ricordare come Cagliostro aveva come
Sigillo proprio il serpente infilzato in una freccia obliqua

Simbolo del Dollaro                      7 mozart

La piramide ha 13 gradini, simbolo dell’iniziazione rosacruciana; il cartiglio sottostante contiene un evidente errore ortografico introdotto ad arte affinché la scritta Novus Orda Seclorum risulti composta di 17 lettere invece di 18 . A rigore dire seclorum non sarebbe errato: secolo in latino si scrive più comunemente saeculum. Non manca neppure la forma seculum che analogamente potrà fare seclum. Nel dollaro si è dunque fatto ricorso alla forma più inconsueta del vocabolo.

9 mozart             8 mozart

Il significato simbolico del numero 17 è, infatti, la “privazione della perfezione celeste” altrimenti rappresentata dal numero 18. ANNUIT COEPTIS (13 lettere….) significa “approva le cose iniziate, composta da pietre “squadrate, trasformate dal “grande Architetto dell’Universo” a rappresentare la nuova umanità degli iniziati in contrasto con la “pietra grezza”, informe dei comuni mortali.

WEISHAUPT
Weishaupt sarebbe nato il 6.2.1748 a Ingolstadt in Baviera da una famiglia di pedagoghi, cosa che rende probabile un suo precoce avvicinamento alle opere di Comenius “Fece i suoi studi a Ingolstadt, dove egli fa la professione religiosa nell’anno 1772 e dove divenne, tre anni dopo, titolare della cattedra di diritto naturale e canonico-.
Si afferma che Wishaupt fosse stato iniziato nel 1774 ai misteri occulti egiziani da un mercante dello Jutland, tale Kolmer, e da esso incitato a gettare le basi di una società segreta nel 1776, ma altri autori invece sostengono che wishaupt non fosse l’unico padre fondatore degli illuminati ma si accompagnasse ad altri cinque israeliti. Wessely, tre banchieri Daniel Itzig, Friedlander e Meyer e Moses Mendelsosonh, ricco israelita “traduttore e propagatore dei Discorsi di Jean Jacques Rousseau contro il diritto di proprietà, Discorsi dai quali il socialcomunismo odierno ha tratto la propria ispirazione.
Ipotesi da non escludere giacché era lo stesso Bernard Lazare, noto polemista e sionista ebreo (1865-1903) che segnalava la presenza di ebrei Intorno a Weishaupt.

gli illuminati di maviera 1

Adam Weishaupt
(1748_1830)
alias Spartacus

Personalità ricca di zone d’ombra, Weishaupt si professò dapprima cattolico, indi ateo e materialista: di carattere schivo ma ambizioso, tenace nei suoi intendimenti, ma stranamente carente di senso organizzativo al posto che solo l’incontro con Von Knigge verso il 1780 riuscì a scongiurare il rischio di dissoluzione dell’Ordine.
Questo teorico della sovversione venne iniziato al minimo grado l’8-2-1777 alla Loggia della Stretta Osservanza “La prudenza” di Monaco, fatto in se paradossale quando si consideri la sua approfondita conoscenza dei misteri massonici, ma che ha una sua ragione nella decisione di “appoggiare” 2 l’associazione che egli aveva creato alla Massoneria.”
Von Knigge, alias Philon, aveva invece raggiunto gradi assai elevati in vari ordini massonici fra cui quello rosicruciano di Cavaliere Templare della Stretta Osservanza e Gran Profeta del Rito Scozzese Rettificato Martinista di Willermotz. La continuità era evidente
Spirito avventuroso assetato di occultismo, viaggiò molto a lungo per tutta l’Europa prima di conseguire una sostanziosa entratura presso la corte di baviera.
Fu lui il vero artefice della perfetta organizzazione e dell’ingegnosa gerarchia teorizzata da weishaupt per l’ordine, ricalcando alla rovescia il modello della Compagnia di Gesù. Secondo il Massone Gerson, il Knigge operò, comunque, mosso da profondo odio al cattolicesimo.

gli illuminati di maviera 2
Barone Adolf Von Knigge
Alias Phiton (1752-1796)

L’ORGANIZZAZIONE DELL’ORDINE
Lìordo illuminatorum aveva mutuato dai Gesuiti 2L’imposizione di una rigida disciplina morale in vista di forgiare il carattere degli adepti con quelle doti peculiari necessarie al conseguimento del fine che si proponeva di raggiungere e prendendo dalla massoneria la tecnica generale delle società segrete e, in modo particolare il gradualismo delle rivelazioni per il quale l’affiliato viene a conoscere soltanto un poco alla volta, nella misura in cui i superiori segreti dell’ordine lo ritengano degno, i fini dell’associazione si propone”.
L’intervento di Knigge valse ad allargare le ristrette basi bavaresi edificando un sistema massonico formidabile che in pochi anni avrebbe compenetrato la Stretta osservanza e Rito Scozzese Rettificato travalicando i confini tedeschi per approdare a Parigi, in Svizzera, in Polonia e Russia.
“in meno di cinque anni – narra Mariel – divennero padroni occulti non solo della Baviera ma anche degli stati vicini a Sacro Romano Impero.
E.D. Ligou nel dictionnaire de la Franc-Maconnerie aggiunge” gli storici che hanno visto nell’Ordine degli Illuminati una macchina da guerra inventata da un ex allievo dei gesuiti per combatterli con le loro stesse armi non si sono granché ingannati. Esso era mirabilmente adattato alla mentalità dio coloro che volevano combattere il “fanatismo”, i “nemici della Ragione e dell’Umanità” nella cattolicissima e barocchissima Baviera.
Nel gennaio 1782 l’Ordine degli illuminati era articolato su vari gradi a loro volta divisi in due classi.

  • Prima classe o “edificio inferiore” era una preparazione.
  • La Seconda classe o “edificio Superiore” comprendeva i misteri veri e propri.

La scala gerarchica dell’Ordine degli Illuminati, a partire dai gradi inferiori a quelli superiori, era la seguente.

  • Postulante (o Neofita)
  • Minervale
  • Illuminato Minore
  • Illuminato Maggiore
  • Epopta (Prete illuminato)
  • Reggente (Principe illuminato)
  • Mago-filosofo
  • Uomo –Re

A mano a mano che procedeva nella scala iniziatica, l’Illuminato vedeva sollevarsi i veli che gli nascondevano lo scopo supremo dell’Ordine: la distruzione della società, la sua sostituzione con un’organizzazione senza classi, senz’altra gerarchia che la “virtù” di ogni cittadino.
Gli Illuminati giunti all’Epoptato (5° grado) sapevano che avrebbero contribuito al crollo del cristianesimo e della regalità sostituiti dall’ateismo e dall’egualitarismo.
Al grado di Mago-filosofo, lo storico massone Serge Hutin ci informa “si insegnava una metafisica parenteista ove Dio e il mondo sono Uno).
Come prima lettura sembra di essere di fronte ad una riproduzione di una forma di panteismo gnostico che, sull’onda dell’ancestrale mom servian rinnega Dio sostituendogli il Tutto e divinizzando così se stesso quale parte del Tutto.
Fra la prima e la seconda classe vennero inseriti nel 1782 i tre gradi inferiori della massoneria scozzese, apprendista, compagno, maestro, che permettevano agli illuminati di diventare uno dei molti ordini massonici, ma soprattutto di creare così binari morti lungo cui veicolare quegli elementi che non venivano riconosciuti adatti dai selezionatori (aeropagiti) ad accedere ai gradi superiori.
Scrive René Le Forestier (1868-1951), germanista e documentato saggista massonico, nella sua tesi di laurea Gli illuminati di Baviera e la massoneria tedesca presentata a Parigi nel 1915, trattando delle istruzioni che Weishaupt stesso provvedeva ad impartire al grado di reggente (pp.303-304.)
Nel segreto risiede gran parte della nostra forza, Così dobbiamo coprirci col nome di un’altra società. Le logge della massoneria sono il velo più comodo per dissimulare i nostri scopi elevati, perché il mondo è già abituato a non attendersi da essa nulla di grande che possa attirare l’attenzione. Il nome dio società di scienziati è inoltre un’eccellente maschera per le nostre classi inferiori e dietro la quale noi possiamo nasconderci se viene risaputo qualcosa delle nostre assemblee.
La struttura dell’Ordine era la classica, a cerchi concentrici secondo il Barnel – con la conferma dello stesso Hutin – il cerchio interno contava 21 membri, che a loro volta cooptavano un consiglio interno di 3 membri, cui spettava l’elezione del Gran Maestro, autocrate con pieni poteri.
L’organizzazione era quella tipica delle società segrete rivoluzionarie, ovvero a piccoli gruppi, disposti a cellule sovrapposte, senza contatti fra le gerarchie più elevate e i gradi inferiori, onde creare compartimenti stagni assai utili in casi di tradimenti o tentativi d’infiltrazione. Quanto al metodo di lavoro, se si deve credere al Mariel, ”come negli scacchi occorre sistemare i pezzi principali nei posti buoni, alle leve di comando. Sicché questi gruppi, per osmosi controllano meccanismi più importanti degli Stati”
Per giungervi ovvccorrva discrezione e silenzio “il silenzio e il segreto sono l’anima stessa dell’Ordine”, prescriveva il Codice dei Novizi (barnel) e agli adepti era fatto obbligo di negare in ogni occasione tanto l’appartenenza all’Ordine, quanto la sua stessa esistenza.

LA DOTTRINA ILLUMINATICA
La dottrina illuminatica professata era radicale, nella logica massonica triadica.

  • Tesi
  • Antitesi
  • Sintesi

Che in campo politico si risolve nel ciclico susseguirsi della sequenza.

  • Destra-conservazione
  • Sinistra-progresso
  • Centro-compromesso

Per essere molto sintetici si può affermare che la dottrina illuminatica si collocava rumorosamente e in modo compromettente all’estrema sinistra, mentre il rito scozzese stava al centro ed i misteri rosicruciani, tipo Stretta Osservanza, stavano collocati a destra.
L’illuminismo proclamava di perseguire “la distruzione degli abusi che si erano introdotti nell’organismo sociale, il mezzo era la conquista delle funzioni pubbliche per mezzo degli affiliati e pel tal fatto aver lo stato in propria mano (…) (esso) mostrava il diritto di proprietà come un primo attentato contro l’uguaglianza, e i governi, unico appoggio della proprietà, come apportatori di pregiudizio e di libertà, esso si proponeva di liberare i popoli dalla tirannide dei principi e dei preti”
Del resto cos’era la morale di Weishaupt? Essa:

“altro non è che l’arte che insegna agli uomini
a diventare coscienti , a scuotere il giogo della
tutela, a sentirsi autonomi, a fare a meno dei
principi e dei governi.”

Weishaupt inoltre prescriveva testualmente “ I massoni devono esercitare l’autorità sugli uomini di ogni stato, di ogni nazione, di ogni religione, dominarli senza alcuna costrizione esterna, tenerli uniti con legami durevoli, ispirando a tutti uno stesso spirito, diffondere ovunque uno stesso spirito, nel massimo silenzio e con tutta l’operosità possibile, dirigere tutti gli uomini sulla terra per lo stesso fine”. E nell’intimità delle società segrete che si deve conoscere come preparare l’opinione.

Lo studioso Jacques Bordot osserva inoltre:
“Si ritrova nell’ideologia degli Illuminati l’affermazione Martinista della superiorità della società
naturale, cui s’è sostituita dopo la caduta cosmica quella convenzionale”. “fantasma di verità, vano paravento che gli uomini si sono dati”. Ma mentre per ristabilire la religione della ragione e lo stato di pura natura. Martinez de Pasqually preconizza la reintegrazione dell’uomo attraverso la via attiva dell’occultismo e dell’ascesi, il rivoluzionario Weishaupt propone la distruzione….di ogni struttura sociale esistente, al bisogno della violenza.
L’istruzione per Weishaupt avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale (già all’epoca si era capita l’importanza della conoscenza come mezzo di cambiamento delle masse….)
“Rendete universale l’istruzione e così renderete generale anche la reciproca sicurezza. Ora la sicurezza e l’istruzione bastano per poter fare a meno di principi e di governi”.
La novità introdotta dagli illuministi sta forse nella ricerca di nuove forme organizzative per un Ordine altamente virulento, finalizzato ad una rivoluzione permanente che si sarebbe concretizzata dapprima in quella francese, che agli illuministi deve la preparazione dei suoi quadri e l’infiltrazione delle idee “socialiste”.
Quando, infatti, nell’ottobre 1786 la polizia bavarese né scoprì l’organizzazione, un fitto carteggio e numerosi documenti caddero nelle sue mani e vennero pubblicati per ordine del re di Baviera. Poco dopo venne decretato lo scioglimento dell’Ordine riconoscendo in esso una società a fini sovversivi.
Dal carteggio emerge un programma articolato essenzialmente in sei punti.

  1. Abolizione della monarchia e di ogni altro governo legale
  2. Abolizione della proprietà privata
  3. Abolizione del diritto di eredità privata
  4. Abolizione del patriottismo e della lealtà militare
  5. Abolizione della famiglia, cioè del matrimonio come legame permanente e della moralità familiare, permesso il libero amore, l’educazione dei figli viene affidata alla comunità.
  6. Abolizione di qualunque religione

Sembra evidente una notevole coincidenza, con sette anni di anticipo sul manifesto di Marx e con gli enunciati del socialismo, fautore di una società laicista e libertaria.

I FINANZIAMENTI
L’affiliato ai gradi superiori dell’Ordine degli Illuminati, privo di rendite, veniva sovvenzionato dall’Ordine stesso. L’Ordine inoltre poteva disporre di una fitta rete di uomini di tutta fiducia, posti a non più di due leghe di distanza sul territorio di diverse nazioni europee, tali che i capi potevano far pervenire i loro messaggi con velocità ben superiori alla posta del tempo. Considerato che Weishaupt non disponeva di grandi risorse finanziarie nonostante gli alti personaggi che lo circondavano, ci si chiede da dove provenisse il denaro di cui disponeva.

Furono forse gli Illuminati di Baviera strumenti di quella Controchiesa derivante dal connubio Alta Loggia-Alta Finanza ? Altre fonti suggeriscono infatti, che poiché non si può realizzare e quindi anche promuovere una cospirazione di simile respiro senza disporre di adeguati strumenti e mezzi per affermarla, si può immaginare che il Rothschild scegliesse e finanziasse proprio il Weishaupt, che per ben tre anni attese la messa a punto del suo piano.

AZIONE DEGLI ILLUMINATI E LORO SOPRAVVIVENZA
Al convegno di Wilhelmsbad, presso Francoforte tenuto dal 16 luglio al 1° settembre 1782 weishaupt e Knigge riuscirono ad avvicinare i più alti iniziati delle massonerie partecipanti e porli al corrente dei veri scopi, radicali ed anarchici, dell’Ordine, giocando così un ruolo chiave nella preparazione degli eventi successivi.

Ciò che avvenne in questo congresso, non è stato divulgato in tutta la sua interezza al mondo esterno, perché anche coloro che involontariamente erano stati coinvolti in questo movimento, ed ora sentivano per la prima volta i reali fini a cui tendevano i loro capi, erano legati al giuramento di non dire nulla.
Gli storici non hanno dato a questo congresso l’importanza che ha avuto per la conseguente storia del mondo.
Citiamo a supporto di ciò la testimonianza di un martinista di Lione, il Conte Francois-Henri de Virieu, confermata dal conte Von Haugwitz (1752-1831) ministro di Stato del Regno di Prussia e membro della Stretta Osservanza Templare.
Di ritorno dal Convegno di Wilhelmsbad, nel 1782, dove gli illuministi avevano trionfato sulla Stretta Osservanza, il Virieu, interpellato da un amico che gli chiedeva quali segreti ne avesse riportato rispose:
“non ve li rivelerò (i tragici segreti). Tutto ciò è assai più serio di quanto non pensiate. La cospirazione è ordita così bene, che alla Monarchia e alla Chiesa sarà per così dire impossibile sfuggirle.”.
La Rivoluzione Francese fu opera degli illuminati ? l’Ancien Regime crollò al di fuori o dal di dentro? Appare sempre più difficile, nonostante i pregiudizi ideologici ignorare la tesi del “complotto”, sono infatti ormai molti gli storici che accettano pacificamente l’ipotesi dell’esistenza di un connettivo sotterraneo, di un’azione sinergica esterna piuttosto che quella della debolezza intrinseca del sistema.
Illuminatismo, enciclopedismo e massoneria convergenti nel giacobinismo furono dunque il motore della Rivoluzione, e che non è errato affermare che il ruolo di burattinai spettò agli uomini di Weishaupt.
Un 31° grado del Rito Scozzese Antico Accettato, lo storico francese Gaston Martin, autore in tema di due opera classiche in questo genere, riconosceva “La Massoneria in questa trasformazione della società attraverso le idee non si è accontentata di adattare i principi agli individui, Rapidamente essa è stata indotta a ricercare e mezzi pratici per realizzare queste idee. Essa è stata la vera creatrice di questo caposaldo, non dei principi ma della prassi rivoluzionaria.
Dichiarazione completata da quella di Ernesto Nys, autorevole storico e studioso di diritto internazionale, massone dei primi del secolo, che francamente ammetteva:
“ (….) è esatto dire che la Massoneria contribuì a preparare il movimento formidabile del 1789”.
Ulteriore probante testimonianza è quella di uno dei protagonisti della Rivoluzione, il massone Camillo Desmoulins (1761-1791), il quale poco prima di salire a sua volta sul patibolo, in ossequio al principio che la Rivoluzione divora i propri figli, scriveva nell’opuscolo Frammenti della storia segreta della Rivoluzione “Forse che mi si può negare che le radici della Rivoluzione francese erano tutte aristocratiche? Forse che mi si può negare che ci sono stati nel cuore della Rivoluzione dei macchinisti della Rivoluzione ?”
Al coro unisce la sua voce, alludendo agli anni che hanno preparato la Rivoluzione francese, il discusso e compromesso storico Berard Fay (1893-1978.)
“si tratta di una forza troppo grande perché non debba aver esercitato il suo influsso sul corso degli avvenimenti, ed è naturale che si sia voluto scorgere nella massoneria la madre e la madrina delle rivoluzioni che hanno caratterizzato l’ultimo quarto di secolo. L’ipotesi era troppo ragionevole per non affacciarsi alla mente degli storici, ma non per questo meno difficile da verificare, giacché la grande regola della storia moderna è di non giudicare se non su documenti scritti e prove materiali, mentre la grande regola della massoneria è di applicare la disciplina del segreto a tutto ciò che le sta più a cuore (…) l’ideale dello storico, da una cinquantina d’anni in qua, è stato di vedere senza tentar di capire, evitandolo perfino (…), ma ecco un campo dove è impossibile vedere se non si capisce, e dove assai spesso occorre capire alla prima allusione senza aver visto, senza mai vedere (….). Quando si ricordi la dottrina massonica (…) e si tengano presenti gli uomini piuttosto che le carte, ci si vedrà chiaro.
Durante il forzato esilio in Francia, dopo l’irruzione della polizia bavarese del 1786, Weishaupt venne a contatto e collaborò con gli intellettuali del tempo, particolarmente con il conte di Cagliostro.
Ora è noto che nella sua celebre lettera al popolo francese del 2/6/1786, scritta dall’Inghilterra, Cagliostro fosse ben informato dei preparativi rivoluzionari in corso.
A Weishasupt fu facile allargare la cerchia dei proseliti: lo storico Alan Stang pretende addirittura che nel 1788 tutte le 266 logge del Grande Oriente di Francia fossero sotto ilo controllo degli illuminati, mentre J.Lombard menziona una lista rimessa dal ministro bavarese conte Vieregg al conte Lahrbach, ambasciatore imperiale a Monaco, che fra gli aderenti agli illuminati annoverava le seguenti personalità francesi del tempo: Necker, il duca d’Orleans, La Fayette, Barnave, il duca di Rochefaucould, Mirabeau, Tomas Paine, Fouchet, praticamente tutto lo stato maggiore della Rivoluzione Francese.
Lo storico massone S. Hutin, da parte sua, osserva:
“Se esaminiamo gli eventi della storia della Rivoluzione, sia di quella conosciuta che di quella segreta, possiamo riscontrare l’influenza via via sempre più marcata dell’illuminatismo bavarese (…) E da notare che, benché la Francia sia stata effetti l’origine e il teatro della rivoluzione, questa è stata concepita come parte di un piano internazionale a livello europeo. La spedizione punitiva degli Illuminati di Baviera raggiungerà persino la Svezia dove ha al suo attivo due sanguinosi misfatti, l’uccisione di Gustavo IV (15/3/1792) e quella di Ferson, gentiluomo svedese amico di Maria Antonietta (…)”
L’editore viennese Leopold Alois Hofman, menzionato dalla storica Nesta H Webster –à la validità dei cui studi sulla sovversione era stata riconosciuta pubblicamente dallo stesso W.S. Churchill- nel suo periodico journal de Vienne, scriveva:
“Non è il francese che ha concepito il grande piano di cambiare la faccia del mondo: è un onore che spetta al tedesco, il francese può reclamare l’onore di averne cominciata l’attuazione e averlo portato fino alle estreme conseguenze (…) Ma donde derivo l’eterno ritornello dei giacobini che decantano l’universale libertà ed uguaglianza e la soppressione dei re e dei principi, che sono semplicemente dei tiranni, l’oppressione del clero, la necessità di annientare la religione filosofica, ritornello che ricorda tanto da vicino gli illuminati ? (…) Non cesserò mai di ripetere che la Rivoluzione è derivata dalla massoneria e che è stata fatta dagli scrittori e dagli illuminati”.
Allo scioglimento dell’ordine, gli illuminati Germaniae cessarono ufficialmente ogni attività.
A questo punto non è più facile seguire le tracce dell’Ordine e occorre limitarsi a registrarne la presenza qua e là.
Secondo Lombard. Knigge, assieme a Bahrdt de Halle, avrebbe ricostituito l’Ordine nel 1788 sotto il nome di “Die deutsche Union’s e sottoposto al controllo di 22 adepti, mentre per l’enciclopedia Larousse du XXe siecle, l’Ordine si è riorganizzato nel secolo XIX e la sua sede e Dresden”.
Esiste peraltro un documento discretamente credibile del primo presidente e degli USA George Washington- massone con il grado di Maestro Venerabile dell’Alexandria Lodge n. 39 (Virginia) e protagonista di primo piano della Rivoluzione Americana (rivoluzione finanziata dal banchiere Haim Salomon, israelita nato in Polonia nel 1740 e a sua volta massone della Lodge n. 2 di Filadelfia – il quale scrivendo al Pastore G.W.Snyderned 1798, diceva:
“Non era mia intenzione mettere in dubbio che la dottrina degli Illuminati e i principi del Giacobinismo non si fossero estesi agli Stati Uniti. Al contrario nessuno più di me è convinto di questo fatto. L’idea che volevo esporre era che non credevo che le logge dei Frammassoni del nostro paese avessero cercato in quanto associazione di propagare le dottrine diaboliche dei primi o i perniciosi principi dei secondi se mai è possibile generarli. Che delle personalità lo abbiano fatto o che il fondatore o gli intermediarsi impiegati per fondare le società democratiche negli Stati Uniti abbiano avuto questo progetto e che abbiano mirato a separare il popolo dal proprio governo è troppo evidente per metterlo in dubbio. Con ossequio. George Washington”

se ne deduce pertanto:

  • che tredici anni dopo la dissoluzione dell’Ordine, esso era ben vivo e presente negli U.S.A.
  • Che gli illuministi avevano infiltrato molto bene le logge massoniche.
  • Che avevano scopi rivoluzionali (affrancare il popolo dai governanti assoluti) l’identità secondo Washington fra illuminati e Giacobinismo, autorevole ulteriore conferma della loro influenza determinante nelle rivoluzioni del tempo.

L’ILLUMINATISMO AI NOSTRI GIORNI
Il politologo francese P.F. de Villemarest, noto studioso del mondo sovietico e di mondialismo riportava nel suo bollettino periodico la lette d’information un ben curioso profilo dell’ex presidente George Bush:
“dietro la facciata del C.F.R: e della Trilaterale, Bush è uno degli iniziati del gruppo dell’Università di Yale, detto Teschio e Ossa ( una delle società segrete superiori che assieme a società come il Rhodes Trust – a dire dell’autorevole rivista britannica Economist “ sono di diretta derivazione dell’ordine degli Illuminati di Baviera), fondato nel 1933, con soli quindici iniziati ogni anno, regola che vale anche ai nostri giorni. Ogni classe annuale di 15 membri forma un club, contrassegnato con un numero (ad es. D 115 per gli eletti del 1917. D 183 per il 1984)
Antony C. Sutton ha provato su documenti d’epoca che il dodicesimo presidente di Yale, Timoty Dwight e D.C. Gilman, primo presidente dell’università di California, indi della Johns Hopkins University, ecc. , sono stati rispettivamente iniziati all’Ordine in Germania nel 1849 e nel 1852, prima di creare essi stessi delle cellule negli Stati Uniti all’interno dei loro ambienti universitari. Wilhelm Wundt, che ha formato i dirigenti dell’Unione Teologica Protestante di New York (morto nel 1929ì0), si chiamava Raphael presso gli illuminati.
Il pastore unitariano William Slosa Coffin, capofila del progressismo nel mondo intellettuale è stato iniziato dal Gruppo (…) Archibald MacLeish, uno dei redattori della carte dell’U.N.E.S.C.O., ne fu membro, Stanhey Hall, che fu la mente del banchiere israelita Seligman (uno dei finanziatori della rivoluzione bolscevica e nello stesso tempo del nazismo) apparteneva all’ORDINE (…) o il padre di George Bush, che aveva il N° D 115. George stesso ha il D 147 (…) Winston Lord presidente esecutivo del C.F.R. dal 1979 al 1982, consigliere del candidato W. Mondale alla presidenza contro Reagan, porta il n° D 157. Tutti provengono dal gruppo annuale dei quindici del “teschio e Ossa”
George Bush, il Presidente americano che ha legato il suo nome alla guerra del Golfo, è anche lui membro della Skull and Bones”.
La “skul and Bones” infatti nacque come capitolo contrassegnato col numero 322, di una società segreta tedesca (probabilmente il “Capitolo 321°) importato negli U.S.A. il secolo scorso da William Russel dopo un soggiorno studio in Germania.
Altro nome col quale la “skull and Bones” è nota e l’0RDINE: quest’ultimo, per motivi legali, nel 1856 venne incorporato nel “Russel Trust” con centro presso l’Università di Yale. I membri di questa società segreta sono tutti maschi e W.A.S.P. (-white anglo-Saxon protestant. Bianchi anglosassoni protestanti) discendenti in gran parte dalle famiglie puritane inglesi giunte fra il 1630 a il 1660 negli Stati Uniti (i Pilgrims) . Studioso di questi centri superiori dell’area del POTERE e dell’ORDINE, in particolare, e lo storico della California Stanford University Antony C.Sutton.
Nel suo libro America ‘s Segret Establishment egli riferisce appunto che tali società controllano l’area del POTERE, essenzialmente incarnato dalla Pilgrims’ Society. Dal C.F.R. americano, dal R.I.I.A britannico, la trilaterale, i circoli Bilderberg. tutte macchine intellettuali e finanziarie uniche nel loro genere, i veri motori delle politiche dei governi. E’ altresì interessante apprendere che la “Skull and Bones” a metà degli anni ottanta era una società di circa 800 membri, collegata al movimento Nerw Age e alla quale non erano estranei, sempre secondo il Sutton, aspetti satanisti.
All’interno dell’ORDINE si colloca la storia della Johns Hopkins University, storia interessante a più di un titolo se si considera che questa università, assieme alla Yale e alla Cornell University, contribuì a tracciare le vie maestre dell’insegnamento universitario statunitense del nostro secolo, insegnamento che si sarebbe quindi esteso a tutto il mondo occidentale contribuendo alla diffusione di quella cultura antropocentrica e razionalista soprattutto fra i quadri dirigenti della società, così indispensabile all’idea di governo mondiale.
La Johns Hopkins fu fondata nel 1876 con un lascito di 7 milioni di dollari dal ricco mercante –banchiere di Baltimora Johns Hopkins. Di fatto nel nascente campo culturale nordamericano, l’accesso nell’ultimo scorcio del XIX secolo passo dall’Università di Yale alla Johns Hopkins.
Dalla fondazione al 1901 ne fu presidente Daniel Cait Gilman, che nello stesso periodo era anche primo presidente della fondazione Carnegie de successivamente primo presidente dell’Università di California. Assieme ad altri membri de l’ORDINE T. Dwight e Andrew Dikinson White, Gilman fu all’origine delle grandi università americane e dei famosi “think tank”, letteralmente “serbatoi di pensiero” che tanto INFLUENZARONO LA politica e la società americana.

CONCLUSIONI
C0me accennato nella premessa risulta veramente difficile districarsi in un groviglio di informazioni, che spesso si contraddicono tra di loro, per lo più incomplete in quanto i fatti “reali” effettivamente determinanti molto spesso non sono tramandarti in via documentale, bensì trasmessi direttamente da bocca ad orecchio.
Di congetture, quindi, se ne fanno molte, e sicuramente ancora moltissime se ne faranno.
La sensazione che ci resta dentro, dopo aver esaminato con coscienza ed imparzialità i documenti cui siamo venuti in possesso ad aver esaminato quanto detto da molteplici storici ed appassionati dell’argomento è quella di renderci conto, ancora una volta di più, che la storia vera, quella con la “S” maiuscola, forse deve essere ancora in buona parte scritta.
Riguardi all’ultima parte c’è la ragionevole certezza che si tratta di rituali ed oramai al di fuori di ogni contesto iniziatico e che l’ORTDINE rappresenti effettivamente una lobby di potere molto esclusiva ed elevata che nulla a che spartire con la massoneria e gli ideali propugnati dagli illuminati. D’altro canto, al giorno d’oggi, con l’ausilio di strumenti internazionali più o meno efficaci ed efficienti, si è comunque faticosamente arrivati a formulare lo statuto dei Diritti Umani che a guardar bene, non fa altro che rendere propri i principi propugnanti dagli illuministi.

Scritto da Fr. Francesco Rampini

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