La Ripresa dei Lavori: l’Equinozio di Autunno

Una massima iniziatica recita: “I nostri lavori non si interrompono mai!”
Questo concetto di perpetuità del lavoro massonico viene instillato nell’Apprendista al momento della sua iniziazione, quando il Maestro Esperto gli fa compiere il suo primo gesto operativo in Officina: battere tre colpi sulla Pietra Grezza.
Il nostro Apprendista non sa, al momento, che questo apparentemente umile e semplice lavoro è, in effetti, l’unico che il Massone deve compiere in tutto l’arco della sua vita. E che non ha termine.
Il processo alchemico di rettificazione inizia, simbolicamente nel Gabinetto di Riflessione ove il Profano viene messo in contatto con l’elemento Terra e poi, nel corso della cerimonia di iniziazione, lo stesso deve affrontare le prove relative agli altri tre elementi: Acqua Aria e Fuoco, Solo allora, dopo essere riuscito a togliere dal suo essere tutte le “sovrastrutture” profane, analogicamente corrispondenti proprio ai 4 Elementi alchemici, può iniziare veramente il suo lavoro muratorio: portare la pietra grezza del suo essere ad un livello di levigatura perfetta; operatività, questa, come si è già detto, che non può durare che tutta la vita (… o meglio: forse una pluralità di esistenze).
Proprio per questo continuum operativo, sempre simbolicamente, il motto relativo all’ininterrottività dei lavori viene posto a monito dell’Iniziato il quale, a questo punto, sa che ha intrapreso un percorso evolutivo che prevede una costante operatività interiore.
Non bisogna quindi confondere la necessaria ed opportuna parentesi estiva delle tornate di Loggia, pausa che consente, per lo più, ai Fratelli di trascorrere un discreto periodo con la propria famiglia, con una stasi del lavoro interiore, che, come visto, non ha e non deve avere interruzioni.
I Lavori Rituali si interrompono, tradizionalmente, in concomitanza con il Solstizio di Estate e riprendono, dopo tre mesi, con lo scoccare dell’Equinozio di Autunno.
Come è noto ogni periodo topico dell’anno, e cioè l’ingresso apparente del Sole nei segni zodiacali che contraddistinguono il cambio di Stagione, ha per la Tradizione un aspetto particolare, degno di nota, e ciascuno contraddistingue, un elemento operativo che l’Iniziato deve compiere.
I lavori massonici riprendono in coincidenza con l’entrata apparente del Sole in Bilancia, cioè con l’Equinozio di Autunno; vediamo di capire cosa significa questo fatto astronomico e quali conseguenze-opportunità può rappresentare per il Massone che vuole levigare la Pietra.
La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” (al giorno), . Nell’emisfero settentrionale l’equinozio d’autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ovvero quando il sole incrocia il piano dell’equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto appunto degli equinozi. Il punto dell’equinozio d’autunno è anche chiamato come sopra accennato, punto della Bilancia.
Agli equinozi (ovviamente l’Equinozio di Primavera è speculare a quello di Autunno), inoltre, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest. Per la precisione all’equatore il Sole sorge in circolo verticale dall’orizzonte est fino allo zenit e poi tramonta in circolo verticale dallo zenit all’orizzonte ovest ;
Dal punto di vista astrologico, l’entrata del Sole in Bilancia, segno dell’Equilibrio, ci riporta al significato latino del nome. Opposto al suo gemello primaverile (Ariete), ci ricorda che questi sono gli ultimi giorni in cui le forze si bilanciano e che a seguire l’oscurità vincerà, per i successivi sei mesi, sulla luce. Ma attenzione: se si vuole avere una cognizione di astrologia “spirituale” – si perdoni il termine – non si può fare a meno di osservare come il segno dell’Ariete è rappresentato dal Fuoco, mentre quello della Bilancia dall’Aria. E’ evidente che, sotto un mero aspetto relativo alla fisica, senza il comburente (aria) il fuoco non si sviluppa. Se si estrapola, per analogia, questo semplice aspetto al percorso iniziatico, si può capire come, quanto espresso da astrusi testi alchemici, può essere reso semplice e di immediata comprensione: un segno zodiacale (Bilancia) è funzionale all’altro (Ariete). Ovvero: se si vogliono compiere determinate operazioni in Ariete (ove il fuoco – energia – interiore è al massimo), occorre far sì che le migliori disposizioni individuali (comburente energetico) siano al livello ottimale, cioè siano state preparate a far tempo dalla Bilancia (sei mesi prima).
Nella tradizione iniziatica questo momento rappresenta quindi un passaggio, quasi un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la “separazione” tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire.
Per molte culture l’Equinozio d’Autunno è un giorno di celebrazioni. Nel calendario agricolo contadino, purtroppo, poco o nulla è rimasto delle ritualità festive autunnali e bisogna aspettare la fine di ottobre con Ognissanti per trovare ancora gli antichi riti di passaggio rurali e pagani, quel momento che i Celti chiamavano Samhain.
Ma nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti. Indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio della Dea Madre (Modron): rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato da Culhwch, cugino di Re Artù (quest’ultimo lo aiuta in questa ed in altre imprese connesse alla mitologia celtica).
Il suo rapimento è l’equivalente del rapimento greco di Persefone. Nell’antica Grecia si celebravano i Grandi Misteri Eleusini, riti misterici che rievocavano appunto il rapimento di Persefone, figlia della dea Demetra, che regolava i cicli vitali della terra; condotta agli inferi dal dio Ade ne fece la sua sposa. La leggenda racconta che Demetra, come segno di lutto e fin quando non riebbe sua figlia, rese impossibile il germogliare delle sementi e delle piante e sterile la terra.
In entrambi i mite si evidenzia quello che viene ciclicamente rivissuto ad ogni autunno, e cioè il sacrificio del Dio (o Dea a seconda delle mitologie) che, dopo le gioie e glorie “amorose” della primavera e dell’estate, dopo aver dato, con la massima potenza fecondante, i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto a morire, per tornare ciclicamente nel buio della Terra, intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero, Terra ove il seme riposa, al buio, per poi germogliare e svilupparsi quando il Sole torna in Ariete.
Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno veniva chiamato Alban Elfed (che significa: “La Luce dell’Acqua”) il quale rappresentava la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura. Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera.
L’equinozio è anche il Tempo del Seme, delle Radici officinali, delle Potature, del Compost e dell’Acqua. Durante la Rivoluzione francese, dal 1793 al 1805, questo giorno divenne il Primo dell’Anno ed in Giappone ancora oggi è una festività dedicata agli avi ed alla famiglia.
Prendendo quindi questa data come “ripresa” esterna dei Lavori, si tende ad affermare come il valore profondo e sostanziale dell’iniziazione, non risiede nella sua espressione manifesta, ma nella sua dimensione invisibile, occulta, la quale si estende a tutta la comunità, ma opera inevitabilmente a livello individuale.
L’iniziazione riguarda quindi l’individuo in quanto entità singola; se gli iniziati sono organizzati però in una comunità, il beneficio, poco o molto che si ottiene, si estende ad ogni membro del gruppo stesso ed anche a tutta la comunità “profana”.
Come è noto l’iniziazione massonica può essere data solo all’interno di una Loggia, ove debbono essere presenti – pena la nullità – almeno sette fratelli Maestri. L’iniziazione dà il via al lavoro individuale di perfezionamento del singolo massone, come in precedenza accennato, rappresentato dallo sgrossamento ed alla levigatura della pietra grezza che è in noi; è quindi la Loggia di appartenenza che, oltre ad aprire la porta di Occidente all’Iniziato, fornisce anche allo stesso, in modo costante, ed ai vari livelli di perfezionamento raggiunto, gli strumenti simbolici per portarlo a compimento.
Sarà compito individuale del Massone, nel corso del suo percorso iniziatico, di “tradurre” i simboli proposti con operatività concrete su sé stesso
Nella Loggia, individuo e comunità, sono entrambi, e contemporaneamente, operatori attivi e soggetti passivi nel percorso iniziatico, in una condizione di reciproco scambio. Il confronto continuo con gli altri fratelli liberi muratori, la simbologia presente nel tempio ed i rituali usati durante i lavori, contribuiscono a stimolare ed a sostenere scelta iniziatica, attraverso una vera e propria osmosi tra l’individuo ed i Fratelli di Loggia.
L’iniziazione corrisponde ad un processo volontario di “nuova” visione interiore del mondo profano, da una “nuova” considerazione del mondo, spesso caotico, della materia, per ricevere, anche grazie al supporto “sottile” conferito da una catena iniziatica ininterrotta, una positiva influenza spirituale di concreto supporto. Mediante il lavoro attivo su se stesso, l’iniziato è in grado rettificare a poco a poco la Pietra interiore (vera e propria rappresentazione simbolica della Materia Prima alchemica),lavoro questo che testimonia la successione degli sforzi necessari per raggiungere la perfezione agognata.

Scritto da SZ

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