Le luci di Loggia

L’argomento di questa tavola riguarda una delle triadi considerate sacre dal nostro ordine iniziatico: Sapienza, Forza e Bellezza. Già dai più antichi rituali conosciuti vengono citati i tre cardini della massoneria. Uno di essi è riportato nel manoscritto Wilkinson, risalente alla meta del ‘700, dove, nella dinamica di riconoscimento di un fratello di loggia, si legge: “Saggezza per ideare, Forza per sostenere e Bellezza per ornare”.

Anche nel Masonic Ritual and Monitor, del XIX secolo, si può leggere del ternario sacro: “Il pilastro della saggezza rappresenta Salomone, re d’Israele, che con saggezza ideò il tempio, il pilastro della forza Hiram, re di Tiro, che sostenne Salomone nella sua impresa, e il pilastro della bellezza Hiram Abif, il figlio della vedova che mediante l’abilità del suo mestiere abbellì e adornò il Tempio”. Le frasi sopracitate richiamano la simbologia del costruire, ovvero la Saggezza intesa come intelligenza e studio per concepire un progetto, la Forza come energia mentale e muscolare per combattere la pigrizia e portare a compimento il lavoro, ed infine la Bellezza, per adornare e irradiare nel mondo il lavoro compiuto. Attualmente, nel rituale di iniziazione al grado di apprendista, troviamo diverse definizioni inerenti i tre grandi pilastri della loggia che possono essere spunto di riflessione e lavoro interiore per tutti noi. Vorrei quindi ricordare le parole recitate dal 2° sorvegliante, quando rivolgendosi al profano spiega cos’è la saggezza per la nostra istituzione: “Noi lavoriamo senza tregua al nostro miglioramento perché è solo regolando le nostre inclinazioni e i nostri costumi che perverremo a dare a noi stessi quel giusto equilibrio che costituisce la saggezza…” Da queste parole è possibile estrapolare diverse riflessioni: in primo luogo che ogni libero Muratore procede nella via iniziatica mediante il perfezionamento interiore che si realizza con l’interpretazione in chiave esoterica dei simboli. In questo cammino nessuna scorciatoia è ammessa per compiere la trasmutazione iniziatica, ma solo nella tenacia della persona è tracciata la strada che porta alla sapienza. L’iniziato, proseguendo nel suo percorso di miglioramento interiore, avvertirà che non tutto ciò che è stato creato secondo natura è giusto e perfetto e che talvolta sarà necessario modificare con la forza della ragione le proprie inclinazioni per trovare nelle virtù il giusto equilibrio. E cosa c’è di più laborioso che operare contro la nostra stessa natura? E’ proprio nell’incessante lavoro interiore che è codificato il gene della saggezza. Pertanto i rituali odierni, come quelli di un tempo, indicano la triade come l’arte del “costruire”. Il massone è colui che costruisce la conoscenza profonda di sé e della propria triplice natura, fisica, animica e spirituale, combattendo vizi ed edificando virtù.

Nel rituale moderno il ternario costituito da Sapienza, Forza e Bellezza è anche collegato simbolicamente alle Tre Luci di loggia, ossia Maestro Venerabile, Primo e Secondo Sorvegliante. La forza è attribuita agli apprendisti e al secondo sorvegliante, è infatti nella forza che l’apprendista deve trovare le virtù necessarie per contrastare corruzioni e vizi. Hiram, in punto di morte, rivolgendosi a uno dei compagni traditori resi cechi dai vizi, pronunciò queste parole: “lavora, persevera e impara” dunque è nel lavoro interiore che l’apprendista procede nella trasmutazione iniziatica alla ricerca della vera luce. La forza è anche il principio attivo e l’elemento maschile: nel tempio di Salomone è rappresentata dalla colonna sinistra posta all’entrata, con incisa la lettera B, dall’ebraico Boaz, cioè forza. La colonna destra con impressa la lettera J, dall’ebr. Jachin, solidità, rappresenta simbolicamente il principio passivo, l’elemento femminile, la Bellezza e l’amore, attributi del 1° Sorvegliante. Secondo Platone “La potenza del bene passa nella natura del bello sinonimo di misura e proporzione […] mentre qualunque mescolanza priva di armonia e proporzione ma ricca di eccesso non può che essere male”. La bellezza rappresenta dunque, lungo la nostra via iniziatica, misura e proporzione nelle azioni e nei pensieri ma è anche emanazione di bene e di amore, le uniche due forze che devono guidarci nel nostro cammino verso la vera luce.

In conclusione abbiamo visto come sia nel passato che nel presente la triade sacra costituisce le fondamenta su cui costruire la trasmutazione iniziatica.

Scritto da Fr. Pierluigi B.

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